Fëdor Michajlovic Dostoevskij.
Fëdor Michajlovic Dostoevskij nacque a Mosca nel 1821. Fu uno scrittore e un filosofo russo. In seguito alla morte del padre, eglì subì il primo attacco di epilessia, malattia che lo tormentò per tutta la vita. Durante i suoi studi alla scuola del genio militare di Pietroburgo, Fëdor non lesse saggi militari, bensì Schiller, Balzac, Hoffman e Hugo. Terminati i sei anni nella scuola militare, studiò alla scuola di Ingegneria di Pietroburgo, frequentando l'ambiente letterario con giovani come lui. Nel 1847 iniziò a frequentare le riunioni di Petrasevskij, dove venivano discussi problemi politici o di attualità.
Nel 1848 uscirono sulla rivista Otecestvennye zapiski (Quaderni patriottici) i racconti Polzunkov, Un cuore debole, L'albero di Natale e le nozze, Il marito geloso, Le notti bianche. Nel 1849 Dostoevskij venne condannato a morte con l'accusa di far parte di una società segreta sovversiva. La pena fu poi commutata in una condanna a quattro anni di lavori forzati in Siberia e nell'esilio fino al 1859. Negli anni seguenti, insieme alla moglie, tornò a Pietroburgo, dove riprese a scrivere. Vennero pubblicati molti racconti fino alla soglie del suo sessantesimo anno, quando morì a San Pietroburgo nel 1881.
Fëdor Michajlovic Dostoevskij è considerato, insieme a Tolstoj, uno dei più grandi romanzieri e pensatori russi di tutti i tempi.
Le Notti Bianche.Le notti bianche narra di un giovane, solo, di cui non sappiamo molto, nemmeno il nome. Lui è un sognatore, un individuo solitario che rimane nascosto nel suo piccolo "angolo", un mondo di fantasticherie, senza entrare mai in contatto con le persone. Sarà Nasten'ka, una diciassettenne, a offrire per la prima volta al sognatore degli attimi di vita vera. Il racconto si svolge nella deserta e quasi magica Pietroburgo; in quattro notti, i due protagonisti si incontrano e raccontano, in modo quasi teatrale, le loro tristi storie.
Nonostante
il personaggio del sognatore venga descritto poco, è facile
identificarsi con esso. Tutti noi, in fondo, siamo dei sognatori.
Quante
volte ci lasciamo andare in attimi di pura e semplice felicità, pur
sapendo che anch'essa, un giorno, avrà fine?
E,
ancora, quante volte ci creiamo dei mondi, lontani dalla realtà e
dalle problematiche ad essa collegate, per lasciarci andare nella
nostra più completa solitudine?
Mi
sento di consigliare questo libro perchè, come Nasten'ka con il
sognatore, è capace di donare attimi di felicità di cui,
ammettiamolo, ognuno di noi ha bisogno.
Voto: ☆☆☆☆
Consigliato:
Si!
